Tetramorfismo nella collezione scultorea di Felice Giuliante nella di Chiesa San Michele Arcangelo
nato a Pennapiedimonte (CH)
1° Novembre 1885 – Chieti 24 Luglio 1961
Tetramorfismo deriva dal greco tetra (quattro) e morfos (forma), mentre l’origine del simbolo proviene dell’antica immagine dei cherubini dalle teste zoomorfe e da elementi iconografici egizi e assiro-babilonesi.
I “Quattro esseri viventi” citati nell’Apocalisse di Giovanni accanto al Trono dell’Altissimo e divenuti simbolo degli Evangelisti, derivano dalle creature dal quadruplice aspetto (tetramorfo) descritte dal profeta Ezechiele nel racconto della sua visione. “Avevano sembianza umana, ma ciascuno quattro volti e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e i piedi simili agli zoccoli di un bue, lucenti come bronzo fuso. Di sotto le ali, ai lati apparivano mani d’uomo; tutti e quattro avevano lo stesso aspetto e identiche ali. Il loro aspetto era: davanti d’uomo, di leone a destra, di bue a sinistra e di aquila dietro.”
Ireneo di Lione (fine del II secolo) ha per primo collegato il quaternario con i Vangeli, segnalando come il leone esprima il concetto della regalità, il bue del sacrificio, l’uomo dell’incarnazione e l’aquila dello Spirito che sorregge la Chiesa.
E’ stato invece san Gerolamo (fine del IV secolo) ad associare gli “animali” agli Evangelisti:
Essendosi tutti e quattro gli apostoli occupati dei fatti inerenti al Cristo, è significativo come le ali siano la comune caratteristica indicante l’alta spiritualità della testimonianza.
Tetramorfismo deriva dal greco tetra (quattro) e morfos (forma), mentre l’origine del simbolo proviene dell’antica immagine dei cherubini dalle teste zoomorfe e da elementi iconografici egizi e assiro-babilonesi.
I “Quattro esseri viventi” citati nell’Apocalisse di Giovanni accanto al Trono dell’Altissimo e divenuti simbolo degli Evangelisti, derivano dalle creature dal quadruplice aspetto (tetramorfo) descritte dal profeta Ezechiele nel racconto della sua visione. “Avevano sembianza umana, ma ciascuno quattro volti e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e i piedi simili agli zoccoli di un bue, lucenti come bronzo fuso. Di sotto le ali, ai lati apparivano mani d’uomo; tutti e quattro avevano lo stesso aspetto e identiche ali. Il loro aspetto era: davanti d’uomo, di leone a destra, di bue a sinistra e di aquila dietro.”
Ireneo di Lione (fine del II secolo) ha per primo collegato il quaternario con i Vangeli, segnalando come il leone esprima il concetto della regalità, il bue del sacrificio, l’uomo dell’incarnazione e l’aquila dello Spirito che sorregge la Chiesa.
E’ stato invece san Gerolamo (fine del IV secolo) ad associare gli “animali” agli Evangelisti:
Essendosi tutti e quattro gli apostoli occupati dei fatti inerenti al Cristo, è significativo come le ali siano la comune caratteristica indicante l’alta spiritualità della testimonianza.
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AMBONE
Giovanni, infine, compie con il suo Prologo al Vangelo, un volo spirituale talmente alto e con vista acuta simile a quello di un’aquila.
note: Il Vangelo di Giovanni è diverso dagli altri tre poichè ricorda ciò che Gesù ha "detto" più che quanto ha "fatto"
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continua...lavori in corso!