Chiesa di San Michele Arcangelo
Della fase quattrocentesca si ha un unico ed importante testimone: il leone stiloforo murato al di sopra del rosone. Dal 1552 la chiesa diventa di patronato della potente famiglia dei Caracciolo di Santo Buono, a cui, forse, si può riferire la committenza di rango dell’altare in commesso marmoreo, presente nella cappella dedicata, attualmente, alla Madonna del Monte, dietro un’artistica cancellata in ferro battuto. L’interno venne rinnovato nei secoli anche con la partecipazione di maestri e lapicidi molisani, come Giovanni Crisostomo Calvitti, già impegnato nella chiesa del Carmine a Vasto, che lavorò a Castiglione tra il 1766 ed il 1768 insieme a Nicodemo Calvitti e Teodosio Fagnani (altra famiglia di fabbricatori e lapicidi che operarono, tra l’altro, nella parrocchiale di San Buono). Un ulteriore progetto di restauro della chiesa, con le forme attuali interne, oltre che del campanile, viene attribuito all’ingegnere del real corpo di ponti e strade Carlo Luigi Dau, negli anni 1839 e 1881. Altri restauri sono del 1939 di Oreste Terreri.
