“CastigliArte_09” è un progetto pensato e realizzato sin dal 1994 e
riproposto, in forme e modalità diverse, nelle edizioni: 1995 – 1996 – 1997 -
1998 – 1999 – 2000 - 2005. Tali manifestazioni hanno avuto il merito di portare nel paese e nel territorio una ventata di novità, di avvicinare l’arte al cittadino, di introdurre elementi di riflessione e di crescita culturale.
Negli ultimi quattro anni CastigliArte ha continuato ad operare, con diverse denominazioni e modalità, soprattutto nella scuola, organizzando mostra e rassegne di scultura e pittura. L’Arte e lo spirito artistico sono entrambi entrati nella scuola: dalla materna alla secondaria di primo grado, ed hanno coinvolto tutti: minori, adulti e diversamente abili, (i quali hanno avuto l’opportunità di accostarsi a materiali diversi: la pietra della Majella, l’argilla e a varie tecniche pittoriche). Il Laboratorio artistico è diventato il cuore pulsante della scuola e del paese.
Per un progetto importante e complesso come CastigliArte è stato necessario una pausa di riflessione, si è voluto capire come l’apporto originale dell’arte possa essere fecondo in un contesto sociale ed economico come quello del nostro territorio, attraverso esperienze innovative che si coniugano con la tradizione, l’identità di una comunità in modo da liberare le risorse umane, incidere sulle capacità creative del fare, del progettare, del realizzare una nuova ragione di vivere e di pensare la propria esistenza qui e non altrove.
Per questo
CastigliArte_09, si propone obiettivi molto ambiziosi e con nuove motivazioni: valorizzare e promuovere il patrimonio culturale come leva per il cambiamento sociale ed economico del territorio. Il progetto, pur individuando Castiglione come Comune pilota, comprende tutto il territorio della Comunità Montana Alto Vastese e si propone di agire e operare con istituzioni, associazioni, esperti o singoli cittadini per stabilire insieme tempi e modalità di realizzazione.
sabato 29 novembre 2008
CastigliARTE_09
Mese di Novembre
Cadono le foglie
Consigli di Classe
Incontro con i Genitori
Unità di Apprendimento
Obiettivi Formativi
Calendario GIULIANTE
Dipartimenti
Collegio dei Docenti
Corso sulla sicurezza
Ferraiolo in Bottega
Ritratti
E babbo/marito a tempo pieno!
per ora BASTA!
martedì 23 settembre 2008
Museo d'Arte
Chiesa di San Michele Arcangelo
Della fase quattrocentesca si ha un unico ed importante testimone: il leone stiloforo murato al di sopra del rosone. Dal 1552 la chiesa diventa di patronato della potente famiglia dei Caracciolo di Santo Buono, a cui, forse, si può riferire la committenza di rango dell’altare in commesso marmoreo, presente nella cappella dedicata, attualmente, alla Madonna del Monte, dietro un’artistica cancellata in ferro battuto. L’interno venne rinnovato nei secoli anche con la partecipazione di maestri e lapicidi molisani, come Giovanni Crisostomo Calvitti, già impegnato nella chiesa del Carmine a Vasto, che lavorò a Castiglione tra il 1766 ed il 1768 insieme a Nicodemo Calvitti e Teodosio Fagnani (altra famiglia di fabbricatori e lapicidi che operarono, tra l’altro, nella parrocchiale di San Buono). Un ulteriore progetto di restauro della chiesa, con le forme attuali interne, oltre che del campanile, viene attribuito all’ingegnere del real corpo di ponti e strade Carlo Luigi Dau, negli anni 1839 e 1881. Altri restauri sono del 1939 di Oreste Terreri.
Oreste Terreri
Nato a Pescopennataro nel 1895 ed ivi morto nel 1958, svolse la sua attività come scalpellino, ed insieme al figlio Franco e ai Compaesani Alfonso del Corso e Igino Terreri, nella Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, ridotta in condizioni precarie; eseguirono la ricostruzione della torre campanaria, metà del muro sulla fiancata destra della chiesa e il rifacimento del tetto.
Questi lavori furono diretti dall’Ing. Ciro Iavicoli di Castiglione M. M. che fu anche progettista.
A causa della seconda guerra mondiale i lavori furono sospesi e ripresi nel 1948 sotto la direzione del maestro scultore locale Emilio di Lizia. In questa fase dei lavori, furono apportate delle modifiche sostanziali a tutta la struttura. Per dare maggior slancio all’insieme dell’interno, si pensò di abbassare il livello della pavimentazione di cm. 95 e con quest’audace soluzione si ottenne un risultato sen’altro positivo.
Questi lavori furono diretti dall’Ing. Ciro Iavicoli di Castiglione M. M. che fu anche progettista.
A causa della seconda guerra mondiale i lavori furono sospesi e ripresi nel 1948 sotto la direzione del maestro scultore locale Emilio di Lizia. In questa fase dei lavori, furono apportate delle modifiche sostanziali a tutta la struttura. Per dare maggior slancio all’insieme dell’interno, si pensò di abbassare il livello della pavimentazione di cm. 95 e con quest’audace soluzione si ottenne un risultato sen’altro positivo.
Di Lizia si Assume la responsabilità di seguire i lavori di sottofondazione dei pilastri.
· Cimitero: Cappella di Famiglia
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Tra gli altri lavori, dei Terreri, la facciata in pietra da taglio della Maiella che conserva il vecchio portale di stile romanico (della Chiesa di Santa Barbara), con strombature, archi a tutto sesto e colonnine tortili.
Il rosone fu ricostruito dallo scalpellino abruzzese Felice Giuliante.
(continua)
Federico Spoltore
Nato nel 1902 a Lanciano, fu uno dei più importanti pittori degli anni Venti insieme a Basilio Cascella e Fedele Cappelletti. Studente ginnasiale, alternava allo studio il godimento artistico. Nel 1920, ottenne da parte dell'amministrazione Provinciale di Chieti una borsa di studio che gli permise di studiare presso l'Accademia delle Belle Arti a Roma.
Fu per alcuni anni assistente alla cattedra di pittura del maestro Umberto Coromaldi.
Viaggiò nei centri più importanti all'estero: fu a Parigi a Londra, in Turchia, nel Medio Oriente in questo periodo si accorse per la sua vocazione per il ritratto. Ritrasse nelle stampe e nei calendari e i reali d'Italia e Mussolini; ritrasse il generale Jozef Pulsudskj a Varsavia, Massimo Gorkj e Stalin a Mosca, re Boris e la regina Giovanna in Bulgaria, il presidente Truman, il Cardinale Dougherty ed Einstein in America e i papi Pio XI e Pio XII.
Fu per alcuni anni assistente alla cattedra di pittura del maestro Umberto Coromaldi.
Viaggiò nei centri più importanti all'estero: fu a Parigi a Londra, in Turchia, nel Medio Oriente in questo periodo si accorse per la sua vocazione per il ritratto. Ritrasse nelle stampe e nei calendari e i reali d'Italia e Mussolini; ritrasse il generale Jozef Pulsudskj a Varsavia, Massimo Gorkj e Stalin a Mosca, re Boris e la regina Giovanna in Bulgaria, il presidente Truman, il Cardinale Dougherty ed Einstein in America e i papi Pio XI e Pio XII.
(continua)
Giovanni Leo Paglione
Nasce a Capracotta il 12 giugno 1917. I suoi sono inizi da pittore autodidatta, e già a quattordici anni decora appartamenti privati. Nel 1937 incontra a Campobasso il maestro Amedeo Trivisonno, il quale, apprezzando le qualità del giovane, gli offre il suo insegnamento, gli fa abbozzare figure e poi, verificatone le doti artistiche, gli affida la realizzazione di alcune parti di affreschi nelle chiese molisane a cui stava lavorando. Dal '45 in poi comincia un'intensa attività come decoratore di cappelle e chiese. Nel 1948 è presente alla Mostra nazionale di Pescara, a cui seguiranno, nel '58 e nel '59, quella di Termoli e la Mostra nazionale Enal di Campobasso, dove è premiato con medaglia d'argento. Alla ricca galleria di ritratti, numerosissimi, quasi tutti di proprietà privata, bisogna aggiungere le opere conservate nelle chiese (Castiglione Messer Marino, - San Rocco).
Il 21 maggio 2004 Paglione viene investito da una moto mentre attraversa la strada, sotto casa sua, e muore, tra il cordoglio della popolazione e del mondo culturale molisano.
Il 21 maggio 2004 Paglione viene investito da una moto mentre attraversa la strada, sotto casa sua, e muore, tra il cordoglio della popolazione e del mondo culturale molisano.
(continua)
Paolo Saverio Di Zinno
Paolo Saverio Di Zinno - Campobasso 1718-1781
Dell’infanzia e dell’adolescenza non si hanno notizie. Nel 1737 si reca a Napoli presso la bottega del poco noto maestro Gennaro Franzese per imparare il mestiere di scultore. Comincia la sua attività di scultore, anche se all’inizio le commissioni scarseggiano. Si afferma come scultore del legno; il suo prestigio cresce, le commissioni diventano innumerevoli e, unitamente a lasciti della sua famiglia e di quella, agiata, della moglie, ha guadagni che gli permettono un buon tenore di vita. L’apice della carriera e del prestigio viene toccato quando gli viene affidata la reinvenzione de I Misteri del Corpus Domini.
Muore a Campobasso nel 1781.
Dell’infanzia e dell’adolescenza non si hanno notizie. Nel 1737 si reca a Napoli presso la bottega del poco noto maestro Gennaro Franzese per imparare il mestiere di scultore. Comincia la sua attività di scultore, anche se all’inizio le commissioni scarseggiano. Si afferma come scultore del legno; il suo prestigio cresce, le commissioni diventano innumerevoli e, unitamente a lasciti della sua famiglia e di quella, agiata, della moglie, ha guadagni che gli permettono un buon tenore di vita. L’apice della carriera e del prestigio viene toccato quando gli viene affidata la reinvenzione de I Misteri del Corpus Domini.
Muore a Campobasso nel 1781.
(continua)
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